Allegria, voci per tutta la sala, festa, colori, e poi disegni variopinti, attaccati qua e là. Il 21 maggio nell’Aula Magna della scuola media “Pietro Egidi” di Viterbo c’è stata una grande festa che ha visto una vivace partecipazione degli studenti delle scuole viterbesi al progetto “Un quaderno per il Congo”.
Artefice di questo momento, che ci ha fatti sentire cittadini del mondo, è il social network RomaINsocial, che il 9 novembre a Roma, presso l’Università Europea aveva già gettato un seme. L’intento dell’aperitivo etnico con il Congo, infatti, era stato quello di avvicinare delle comunità, diverse ma complementari. La presenza, poi, degli enti locali viterbesi è stato il necessario corollario per stabilire un contatto umano, ma non solo.
Il resto lo hanno fatto i ragazzini, dimostrando che la solidarietà e la sensibilità sono valori che non hanno età e soprattutto non sono legati ad alcuna latitudine: sono una questione di cuore! Le pile di quaderni testimoniavano che si stava gettando un ponte lungo migliaia di chilometri, anzi, di colpo, la distanza veniva annullata. I ragazzi viterbesi e quelli congolesi si davano una mano, si aiutavano scambievolmente, con quello che gli era consentito: un quaderno!
L’ambasciatore congolese Albert Tsisheleka, presente alla consegna dei quaderni, insieme ad altri autorevoli rappresentanti della comunità, ha promesso che ogni cosa non tarderà ad arrivare in Congo.
Qualcuno ha detto che si tratta di una goccia nel mare, ma il mare non è fatto di tante gocce? (Meni Santoro)
Né Zaire né Congo Belga. Oggi la Repubblica Democratica del Congo è una nazione africana che sta cercando con difficoltà ma anche con pervicacia di superare i problemi di ordine sociale e istituzionale che l’hanno funestata per svariati decenni. In Italia l’incontro con RomaIN è avvenuto il 9 novembre 2010 in un ameno luogo della Capitale, l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, un evento che ha permesso, oltre ad una maggiore e più approfondita conoscenza dello Stato africano, anche una collaborazione fra enti e istituzioni che si è rivelata quantomai fruttuosa.
Collaborazione che ha dato vita al progetto “Un quaderno per il Congo”, e che ha visto il suo concretizzarsi nell’incontro del 25 marzo a Palazzo Gentili a Viterbo, dove l’assessore alla Formazione professionale e alla Pubblica istruzione Paolo Bianchini ha incontrato l’ambasciatore della Repubblica del Congo Albert Tshiseleka con il quale ha siglato un patto di amicizia e collaborazione. Alla cerimonia erano presenti, oltre ai delegati dell’Unesco con il funzionario delegato Fabrizio Calabresi, anche Antonella Cassisi e Rinaldo Della Rocca, in rappresentanza del Medison G.E.I.E (gruppo europeo d’interesse economico) che svolge funzioni di coordinamento nell’ambito di progetti umanitari e di assistenza alle popolazioni africane.
Ed è proprio a Rinaldo Della Rocca che vogliamo rivolgere alcune domende per capire fino in fondo la portata e le eventuali ripercussioni di questa importante intesa:
L’idea di dedicarsi ad un’iniziativa umanitaria era già in progetto o è nata in concomitanza con l’incontro organizzato da RomaIN?
No, non era in progetto, ci siamo dedicati alla nazione Congo dopo aver partecipato all’evento organizzato da RomaIN, e dopo aver conosciuto la situazione di degrado generale in cui versa il paese e particolarmente i bambini.
Cos’è esattamente un Gruppo Europeo d’Interesse Economico? E quali orizzonti apre la possibilità di queste collaborazioni con i paesi in via di sviluppo?
ll G.E.I.E. è una struttura snella riconosciuta dalla Comunità Europea: di fatto è una società che può operare a 360 gradi, con indagini conoscitive, studi di settore, promozione e divulgazione di seminari legati alle possibilità di investimento e di impiego, oltre alla reale possibilità di organizzare corsi formativi.
Operare nel mondo con una semplice SRL è impossibile, leggendo il regolamento si capiscono le interminabili possibilità di un G.E.I.E.
Una delle cose più interessanti di questa vicenda è il coinvolgimento di tutta una serie di istituzioni, da quelle più legate al territorio a quelle preposte in particolare ai rapporti internazionali… un esempio del famoso “glocal”? Quali sono a suo avviso le potenzialità di questo tipo di networking?
La dimostrazione di sensibilità da parte delle Istituzioni, abbiamo trovato le porte spalancate da parte loro, in particolare quelle locali, la Provincia di Viterbo ha fatto sue le problematiche del Congo, in lavorazione un gemellaggio con la capitale Kinshasa, scambi interculturali, aiuti concreti anche con la formazione professionale.
Inoltre c’è stato il coinvolgimento di aziende commerciali tramite i canali istituizionali, si è venuto a creare, in sostanza, un circuito che permette alle attività della Tuscia di conoscere ed apprezzare nuovi mercati.
Allo stesso tempo, con molta gratitudine ed umiltà, si è voluto portare ad una nazione una serie di materie prime che permettano loro di ” crescere” in termini di qualità della vita.
Pensare all’Africa non come ad un peso ma come ad un’opportunità, come dicono gli Americani, in una logica “win-win” (cioè dove tutti hanno il loro vantaggio) è difficile oggigiorno, con quello che si vede in TV…
Personalmente non voglio avere preconcetti verso nessuno, l’Africa è un continente in crescita e necessita di sviluppo; si tratta, come dire, di non fare di tutta l’erba un fascio.
Ci sono zone dell’Africa certamente a rischio, altre che lo sono state: l’importante è che noi non risolviamo i problemi coprendoci gli occhi o chiudendo le orecchie. La TV ci fa vedere quello che vuole, mentre la realtà spesso è ben diversa: noi intendiamo andare avanti con il nostro progetto, dubbi e necessità di conoscenza ce ne sono, ma non intendiamo basarci sulle notizie riportate dai media, vogliamo toccare con mano la verità, portando lì le nostre esperienze e conoscenze derivate da una civilizzazione che un giorno avranno anche loro.
RomaIN è stata l’occasione che ha fatto nascere questa collaborazione. Un buon networking, quindi, anche se di base, può essere una grande opportunità per tutti…
Certamente, noi ringraziamo RomaIN per l’opportunità creata, intendiamo fattivamente collaborare con RomaIN anche in futuro, possiamo dire che c’era una macchina che necessitava di carburante, dove la macchina siamo noi ma, innegabilmente, il carburante è stato RomaIN.
Con RomaIN sta nascendo una buona collaborazione, particolarmente costruttiva, è un ottimo veicolo e un grande partner.
Due giorni, 6 e 7 dicembre, di dibattiti e mostre all’Università’ di Roma “La Sapienza”, per una riflessione sul complesso rapporto tra Italia ed Africa nel cinquantenario della decolonizzazione : è l’iniziativa organizzata dalla Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri insieme con il Dipartimento di Storia, Culture, Religioni dell’Università’ di Roma “La Sapienza”. Attraverso una panoramica delle attività di ricerca e cooperazione italiane, la “due giorni” dedicata ai progetti italiani in Africa prevede lo svolgimento delle seguenti iniziative:
6 dicembre: a partire dalle ore 15.30 nell’aula magna del Rettorato sono organizzati: una rassegna di film e documentari sull’Africa con interventi di professori universitari, esperti della cooperazione, rappresentanti della diaspora africana, giornalisti ed operatori di organizzazioni non governative; Un concerto di Badara Seck, grior senegalese e Saba Anglara, cantante italo-etiope; una mostra fotografica, “Bell’Abissina, il colonialismo italiano nelle foto dei privati”; un incontro sul tema: “Comunicare i diritti e lo sviluppo sociale” del ciclo di seminari “Cooperazione allo sviluppo e diritti umani: diritti dei minori e delle persone con disabilità”. All’evento parteciperanno ospiti del mondo dello spettacolo. Il piazzale della Minerva dell’Università’ ospiterà il camion del CinemArena/Overland, mentre nel retro del Rettorato saranno allestititi stand dove sarà possibile ricevere informazioni sulle attività di cooperazione e ricerca italiana in Africa.
7 dicembre: alle ore 10.00 nell’aula del Dipartimento di storia-Facoltà di Lettere e Filosofia si terrà la conferenza: “Salute e sviluppo in Etiopia”. Previsti interventi di operatori italiani ed etiopi ed una proiezione di un video sul CinemArena in Etiopia nonché di un documentario sul Paese africano. All’ingresso della Facoltà sarà presentata la mostra fotografica sulle “Missioni in Abissinia” in collaborazione con l’archivio fotografico della Società Geografica Italiana.